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Patto di stabilità e di crescita

Il patto di stabilità e di crescita si inserisce nel contesto della terza fase dell'Unione economica e monetaria (UEM) iniziata il 1° gennaio 1999. L'obiettivo è di garantire che dopo l'introduzione della moneta unica venga mantenuta la disciplina seguita dagli Stati membri in materia di bilancio.

Il patto di stabilità e di crescita conferisce al Consiglio la facoltà di sanzionare lo Stato membro partecipante che si astenga dal prendere i provvedimenti necessari per risanare una situazione di disavanzo eccessivo.

Cfr.:

Unione economica e monetaria (UEM)

Parlamento europeo

Il Parlamento europeo riunisce i rappresentanti dei 370 milioni di cittadini dell'Unione europea. I parlamentari sono eletti a suffragio universale diretto fin dal 1979; il loro numero è attualmente di 626, ripartiti in funzione della consistenza delle popolazioni rispettive degli Stati membri, con una correzione a favore dei paesi meno popolati.

Le principali funzioni del Parlamento europeo sono le seguenti:

    · è associato col Consiglio al processo legislativo, spesso in qualità di colegislatore, secondo modalità differenti;

    · esercita un potere di controllo sulle attività dell'Unione attraverso l'investitura della Commissione europea (con facoltà di censurare quest'ultima) e attraverso interrogazioni scritte od orali che può rivolgere alla Commissione e al Consiglio;

    · condivide il potere di bilancio con il Consiglio votando il bilancio annuale, rendendolo esecutivo con la firma del suo Presidente e controllandone l'esecuzione mediante il voto con cui dà atto alla Commissione di tale esecuzione.

Può creare commissioni temporanee d'inchiesta, i cui poteri non si limitano all'attività delle istituzioni comunitarie, ma possono essere estesi anche all'operato degli Stati membri nell'attuazione delle politiche comunitarie.

I deputati sono eletti su liste nazionali o regionali, secondo i paesi.

Cfr :

Investitura della Commissione
Parlamenti nazionali

Parlamenti nazionali

Fin dal 1989 alcuni deputati delle commissioni competenti dei Parlamenti nazionali e del Parlamento europeo si riuniscono semestralmente nell'ambito della Conferenza degli organi specializzati negli affari comunitari (COSAC).

In seguito all'entrata in vigore del trattato di Maastricht, le competenze dell'Unione europea sono state estese, mettendo così in maggiore evidenza l'importanza di associare più strettamente i parlamenti nazionali agli affari europei. Peraltro, un protocollo su questa materia è stato allegato al trattato di Amsterdam.

Cfr :

Parlamento europeo

Passerella comunitaria

Il trattato di Maastricht ha introdotto la possibilità di rendere applicabili le disposizioni comunitarie ad alcuni settori relativi alla cooperazione giudiziaria e di polizia.

Con l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, le disposizioni comunitarie possono applicarsi a ciascuno dei settori relativi alla cooperazione giudiziaria e di polizia e inclusi nel titolo VI del trattato. Questa "comunitarizzazione" deve essere decisa all'unanimità dal Consiglio ed essere ratificata da ciascuno Stato membro.

Cfr :

Comunitarizzazione
Giustizia e affari interni (GAI)

Personalità giuridica dell'Unione

Il problema della personalità giuridica dell'Unione si pone in particolare per quanto riguarda la capacità di quest'ultima di concludere trattati o di aderire a organizzazioni internazionali. Infatti, l'Unione, che ingloba tre comunità distinte, dotate ciascuna di personalità giuridica propria (la Comunità europea, la CECA e l'Euratom), e inoltre due settori a carattere intergovernativo (politica estera e di sicurezza comune e cooperazione giudiziaria e di polizia), non ha una personalità giuridica esplicita. Nondimeno, l'articolo 24 del trattato sull'Unione europea prevede la possibilità di concludere accordi tra l'Unione europea e paesi terzi, cosa che può essere considerata un'implicita attribuzione di capacità giuridica internazionale.

Cfr :

Contesto istituzionale unico
Pilastri dell'Unione europea
Metodo comunitario e intergovernativo

Pilastri dell'Unione europea

Nel gergo comunitario si parla dei tre pilastri del trattato sull'Unione europea per designare le tre categorie in cui sono ripartiti i vari settori in cui l'Unione interviene a livelli e modi diversi:

primo pilastro: dimensione comunitaria, che è disciplinata dalle disposizioni previste dal trattato che istituisce la Comunità europea, la CECA e l'Euratom: cittadinanza dell'Unione, politiche comunitarie, unione economica e monetaria, ecc.;

secondo pilastro: politica estera e di sicurezza comune, che è retta dal Titolo V del trattato sull'Unione europea;

terzo pilastro: cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale, che è retta dal Titolo VI del trattato sull'Unione europea.

La differenza fra i tre pilastri risiede essenzialmente nelle disposizioni ad essi applicabili. Il primo pilastro rientra nel metodo comunitario, il secondo e il terzo nel cosiddetto metodo intergovernativo.

Cfr :

Metodo comunitario e intergovernativo
Contesto istituzionale unico
Pilastri dell'Unione europea

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

La PESC riguarda tutti i settori della politica estera e di difesa e ha per obiettivo la salvaguardia dei valori comuni. Essa costituisce quello che viene chiamato il secondo pilastro dell'Unione. I suoi obiettivi sono perseguiti tramite strumenti giuridici propri (azione comune, posizione comune) o tramite la cooperazione sistematica, il dialogo politico, le iniziative, le dichiarazioni, la conclusione di accordi intergovernativi e, in generale, l'attività diplomatica degli Stati membri. Nei settori in cui gli Stati membri hanno interessi comuni rilevanti, il Consiglio europeo decide strategie comuni.

Nel trattato di Amsterdam sono state introdotte importanti innovazioni:

la menzione esplicita delle missioni che l'Unione europea può svolgere: missioni umanitarie o di evacuazione, missioni di mantenimento della pace e missioni di forze militari per la gestione delle crisi (cosiddette missioni "di Petersberg");

la creazione della carica di Alto Rappresentante per la PESC.

Ponderazione dei voti nell'ambito del Consiglio

In occasione di una votazione a maggioranza qualificata in Consiglio, ciascuno Stato membro dispone di un numero di voti determinato in funzione della sua popolazione, con una ponderazione che consente un certo equilibrio tra i paesi ad alta popolazione e quelli con popolazione più ridotta.

Cfr :

Allargamento
Duplice maggioranza
Maggioranza qualificata

Posizione comune (cooperazione in materia di giustizia e affari interni)

La posizione comune è stata creata, nel quadro della cooperazione in materia di giustizia e affari interni, dal trattato di Maastricht.

La posizione comune è uno strumento giuridico in forza del quale il Consiglio definisce l'approccio dell'Unione su una questione determinata. Gli Stati membri si obbligano allora a conformarsi, nel loro ordinamento interno e nella loro politica estera, a quanto è stato deciso all'unanimità in sede di Consiglio.

Cfr :

Giustizia e affari interni (GAI)

Posizione comune (PESC)

La posizione comune è uno strumento giuridico in forza del quale il Consiglio definisce l'approccio dell'Unione su una questione determinata. Nell'ambito della PESC, la posizione comune è destinata a rendere la cooperazione fra Stati membri vincolante, obbligatoria e sistematica. Gli Stati membri sono tenuti a seguire e sostenere tali posizioni che hanno adottato all'unanimità in sede di Consiglio.

Cfr.:

Cfr :

Politica estera e di sicurezza comune (PESC)

Presidente della Commissione europea

I governi degli Stati membri designano, di comune accordo, la personalità che intendono nominare presidente della Commissione. La scelta deve essere approvata dal Parlamento europeo.

In seguito, i governi degli Stati membri designano le altre personalità che intendono nominare membri della Commissione, d'intesa con il presidente prescelto. Quest'ultimo stabilisce gli orientamenti politici per consentire alla Commissione di assolvere ai propri compiti e decide in merito all'attribuzione delle competenze nell'ambito del collegio dei commissari e a qualsiasi modificazione delle competenze stesse nel corso del suo mandato.

Cfr :

Commissione europea
Composizione della Commissione
Investitura della Commissione

Presidenza dell'Unione (rotazione della presidenza)

La presidenza dell'Unione è organizzata secondo un sistema di avvicendamento semestrale in forza del quale ciascuno Stato membro esercita la carica per un periodo di 6 mesi. L'esercizio della presidenza costituisce un dovere e un contributo di ciascuno Stato membro al buon funzionamento dell'Unione europea. Al ritmo attuale, uno Stato membro esercita la presidenza ogni sette anni e mezzo.

Procedura del comitato

Il trattato che istituisce la Comunità europea prevede che, qualora la normativa comunitaria richieda un'attuazione da parte della Comunità anziché degli Stati membri, come avviene di norma, il Consiglio affida tale attuazione alla Commissione. In concreto, ciò significa che ogni atto di natura legislativa precisa le competenze di esecuzione che esso conferisce alla Commissione e le modalità secondo le quali essa deve esercitarle. Di frequente, nell'atto di base è previsto che la Commissione sia assistita da un comitato, secondo una procedura comunemente nota come "comitatologia".

I comitati sono composti di rappresentanti degli Stati membri e presieduti dalla Commissione.

Procedura del parere conforme

La procedura del parere conforme implica che il Consiglio deve ottenere il consenso del Parlamento europeo affinché si possano adottare alcune decisioni che rivestono particolare importanza. Il Parlamento europeo ha facoltà di accettare o di respingere una proposta, ma non può modificarla.

Il parere conforme è principalmente richiesto per l'adesione di nuovi Stati membri e per alcuni accordi internazionali. È anche richiesto nei seguenti casi: cittadinanza, missioni specifiche della Banca centrale europea, emendamenti allo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, fondi strutturali e di coesione, procedura elettorale uniforme per le elezioni europee.

Dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, il parere conforme del Parlamento europeo è richiesto anche con riguardo alle sanzioni applicabili agli Stati membri in caso di grave e persistente violazione dei diritti fondamentali.

Cfr :

Consiglio dell'Unione europea
Parlamento europeo

Procedura del parere semplice

In forza della procedura del parere semplice (in una sola lettura), il Consiglio è tenuto a consultare il Parlamento europeo e a prendere in considerazione il punto di vista dello stesso. Il Consiglio non è tuttavia vincolato dalla posizione del Parlamento europeo, ma ha soltanto l'obbligo di consultarlo. La procedura si applica in particolare alla politica agricola comune.

Cfr :

Consiglio dell'Unione europea
Parlamento europeo

Procedura di codecisione

La procedura di codecisione è stata istituita dal trattato di Maastricht. Essa conferisce al Parlamento europeo il potere di adottare degli atti congiuntamente con il Consiglio. In pratica, essa ha rafforzato il potere legislativo del Parlamento europeo nei seguenti settori: libera circolazione dei lavoratori, diritto di stabilimento, servizi, mercato interno, istruzione, sanità, consumatori, reti transeuropee, ambiente, cultura e ricerca.

Il trattato di Amsterdam ha esteso la procedura di codecisione a nuovi campi, come in particolare l'emarginazione sociale, la sanità pubblica e la lotta contro le frodi che ledono gli interessi finanziari della Comunità europea.

Cfr :

Consiglio dell'Unione europea
Parlamento europeo